Previdenza complementare: scopri i vantaggi!

E’ sempre tempo di previdenza complementare!

Per effetto delle riforme pensionistiche introdotte negli ultimi anni le future pensioni saranno sempre più basse in rapporto all’ultima retribuzione percepita (il cosiddetto “tasso di sostituzione”): per far fronte a questa tendenza, alla previdenza pubblica è stata affiancata la previdenza integrativa.

Aderire alla previdenza integrativa significa accantonare regolarmente in una forma pensionistica complementare (fondo pensione chiuso, aperto o piano individuale pensionistico) una parte dei risparmi per ottenere una pensione che si aggiunga a quella corrisposta dagli enti di previdenza obbligatoria (INPS, INPDAP, ecc.).

La pensione integrativa è quindi uno strumento importante per dare maggiore stabilità e sicurezza alla propria pensione, ma rappresenta anche un’opportunità di risparmio con caratteristiche uniche:

Trattamento fiscale favorevole

  • I versamenti ai prodotti previdenziali sono deducibili dal reddito IRPEF fino ad un importo massimo di 5.164,57 euro all’anno. Sempre entro lo stesso limite, è possibile portare in deduzione anche i versamenti effettuati a favore di familiari fiscalmente a carico.
  • I rendimenti della gestione finanziaria sono tassati, dal 2015, con un’aliquota massima del 20%, anziché del 26% che viene applicato alle forme di risparmio finanziario (es. fondi comuni, pac, etc.).
  • I prodotti previdenziali sono esenti dal pagamento dell’imposta di bollo
  • La pensione integrativa percepita godrà di un regime fiscale agevolato: solo la parte di rendita che deriva dai contributi versati e dedotti ed eventualmente dal TFR versato, è assoggettata a tassazione che varia dal 15% al 9% a seconda del periodo complessivo di partecipazione a forme di previdenza integrative.
  • La parte di rendita derivante invece da contributi non dedotti o dai rendimenti della gestione, è completamente esente da imposte.

Flessibilità

È possibile modificare gli importi e la periodicità dei versamenti, sospenderli e riattivarli senza alcuna penalizzazione.

In caso di necessità, sono disponibili alcune soluzioni che permettono di utilizzare in tutto o in parte il capitale accumulato: anticipazioni, riscatti e la “RITA – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata” introdotta nel 2018.

Impignorabilità

Durante la fase di accumulo, sul patrimonio dei prodotti previdenziali non sono ammesse azioni esecutive da parte dei creditori. Il patrimonio accantonato può essere utilizzato solo per pagare le rendite degli aderenti.

Prestazione pensionistica: diverse opzioni

Al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento, è possibile scegliere tra diverse possibilità di rendita:

  • trasformare la posizione in rendita;
  • ottenere il 50% del capitale accumulato in un’unica soluzione il restante in rendita;
  • liquidare tutta la posizione in capitale, nei limiti previsti dalla normativa;

Vantaggi successori

In assenza di una diversa volontà dell’aderente, la posizione viene attribuita agli eredi; in alternativa, la posizione viene riscattata dal/i soggetto/i designati dall’iscritto.

La posizione maturata non entra a far parte del patrimonio ereditario: non è quindi assoggettata a imposta di successione, la parte imponibile è sottoposta alla medesima tassazione prevista per le prestazioni pensionistiche come sopra indicato (dal 15% al 9%).

È importante contribuire alla previdenza complementare fin dall’inizio della carriera lavorativa. Rimandare, anche di pochi anni, l’inizio dei versamenti significa ridurre l’ammontare della pensione complementare. Per i lavoratori dipendenti diventa irrinunciabile destinare il proprio TFR alle forme di previdenza complementare, in virtù dei forti vantaggi previsti da tale forma di investimento rispetto a lasciare tali somme in azienda.

 

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